trainingLe attività umanitarie in Italia sono crisi come del resto le associazioni  organizzazioni che se ne occupano. Una situazione che rispecchia l'opinione comune nel settore

E’ questo il quadro che emerge dagli ultimi rapporti annuali “Il Valore dell’Aiuto”, realizzati quest’anno con la collaborazione di ActionAid e Islamic Relief. Si tratta di una fotografia complessiva dei fondi umanitari pubblici e privati stanziati per rispondere alle emergenze umanitarie internazionali. L’Italia che emerge da questo rapporto è un paese in decisa controtendenza rispetto alla crescita dei flussi per l’assistenza umanitaria registrata a livello internazionale negli ultimi 10 anni. Per quanto le prime stime sul indichino un calo degli investimenti anche a livello internazionale, i dati di casa nostra non lasciano molto margine di interpretazione: l’Italia non riesce a collocarsi intorno alla media dei paesi europei per visione e impegno nell’assistenza umanitaria internazionale.

Colpisce anche un’apparente contraddizione: l’aumento del volume degli aiuti internazionali non corrisponde a una maggiore copertura dei bisogni umanitari. Al contrario, è notevolmente cresciuta negli ultimi anni la sproporzione tra i bisogni rilevati in una data emergenza e i fondi che i donatori decidono di investire nella corrispondente azione di risposta. In altri termini gli aiuti sono sempre meno adeguati a garantire una risposta umanitaria proporzionata all’entità delle crisi .

Il rapporto accende i riflettori anche sul tema delle donazioni private, mettendo a confronto la mobilitazione dei cittadini di 7 paesi europei nelle ultime tre maggiori crisi umanitarie. Per Haiti, crisi ad alta visibilità mediatica che ha suscitato una grande risposta di solidarietà, i cittadini italiani hanno donato circa 90 milioni di dollari. Una cifra considerevole se paragonata ad altre gravi crisi (Inondazioni in Pakistan, 7 milioni; siccità nel Corno d’Africa, 19 milioni), ma irrisoria rispetto a quanto raccolto in Germania (305 milioni di dollari per Haiti, 265 per il Pakistan, 237 per il Corno d’Africa ), Inghilterra (182 milioni di dollari per Haiti, 121 per il Pakistan , 132 per il Corno d’Africa ) o Francia (107 milioni di dollari per Haiti, 13 per il Pakistan e 36 per il Corno d’Africa).

Per chi sta perciò cercando lavoro in campo umanitario è importante stendere un CV in Inglese e candidarsi non solamente in Italia ma in tutti quei paesi dove il settore umanitario si sviluppa in modo avanzato e le organizzazioni non sono dipendenti dai finanziamenti pubblici e sono amministrate secondo i moderni criteri del management sociale.

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