Ritrovare un pò se stessi , riflettere sulle proprie scelte o voler dedicare il proprio  tempo ad un viaggio o ad una passione… è il cosiddetto anno sabbatico o gap year come viene chiamato nei paesi anglosassoni.   L’espressione anno sabbatico era usata nel calendario ebraico, rappresentava l’ anno in cui gli antichi Ebrei si concedevano una pausa lavorativa, condonando i debiti, liberando gli schiavi e lasciando “riposare” le terre.  

Per anno sabbattico noi ci riferiamo a quel periodo da intendere non tanto come semplice vacanza, limitata nel tempo ma come possibilità di crescita e formazione personale. E’ un arricchimento delle proprie esperienze, un modo per conoscere meglio se stessi, certo è una questione soggettiva , tutto dipende se e quanto siamo disposti al cambiamento e quale tipo di esperienza abbiamo in mente di vivere!  

Molti decidono di viaggiare , altri di viaggiare lavorando o di partecipare a dei progetti di volontariato , altri ancora scelgono una via più semplice che è il Nord Europa ed è soprattutto Londra la meta più ambita.   In Italia il termine legalmente tutelato dalla legge 53/2000, proposta dal Ministro Livia Turco, è di 11 mesi , quest’ ultima  consente ai “dipendenti pubblici e privati con almeno 5 anni di anzianità nella stessa azienda o amministrazione” di chiedere l’anno sabbatico mantenendo il posto di lavoro senza retribuzione.   Il lavoratore non può svolgere alcuna altra attività retribuita durante tale periodo, l’ ‘articolo 7 della Legge 53/2000 però, prevede, per quei dipendenti che hanno maturato almeno 8 anni di anzianità in azienda, la possibilità di prelevare una parte del proprio TFR, cioè chiedere un anticipo per sostenere il progetto che si va ad intraprendere.  

Un altro modo per ottenere denaro dal nostro anno sabbatico, è quello di richiedere un finanziamento alla propria Regione; a titolo di rimborso infatti, soprattutto se si intende seguire corsi di formazione si possono ricevere fino a 1200 euro al mese. L’unico caso di congedo retribuito è quello dei docenti universitari, l’art. 17 del D.P.R. 382/80, garantisce, infatti, il diritto, ai professori universitari, di ruolo, e che abbiano conseguito la nomina ad ordinario, di potersi dedicare ad attività di ricerca scientifica, presso istituzioni di ricerca italiane o estere, due volte ogni 10 anni, pagati.  

In linea generale, comunque, per fare richiesta dell’anno sabbatico è necessario inoltrare all‘Ufficio del Personale o a chi ne fa le veci, nei tempi e nei modi previsti dal CCNL di riferimento, una domanda dove siano spiegate chiaramente le motivazioni, i contenuti e i vantaggi (per dipendente e datore di lavoro) dello stesso.

Dunque è necessario presentare una specie di business plan molto accurato e professionale.   All’ estero le normative sono diverse, ad esempio nel Regno Unito l’anno sabbatico può essere retribuito se il datore di lavoro lo considera una ricompensa per aver svolto un determinato compito o raggiunto degli obiettivi; in Germania invece la Deutsche Bank offre ai propri dipendenti un programma di investimento: gli straordinari e le ferie non consumate finiscono su un conto personale, dal quale si può attingere in caso di progetti sabbatici.   Buon Gap Year a tutti!

 

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