Spesso dopo essersi laureati regna l’incertezza su cosa fare. E’ arrivata l’ora di intraprendere un percorso di orientamento professionale se non l’hai già iniziato nel corso degli studi.

Mi è risultato difficile decidere di inviarvi questa e- mail, la mia richiesta è un puro help psicologico. Sono una studentessa e mi sto laureando in Scienze Internazionali e Diplomatiche.

Conseguirò l’esame di laurea a Maggio del corrente anno. Paradossalmente la scelta delle mia tesi non ricade sulle relazioni internazionali nè sulla cooperazione allo sviluppo.
Ho scelto una tesi in sociologia il cui titolo è: “La dimensione soggettiva dell’insicurezza sociale”.
Affronto dunque, come questa, influenzi, plasmi e condizioni la vita di uomini e donne contemporanei nel privato. Degli effetti che ha sulle relazioni sociali, affettive e sulla prospettiva di un futuro “felice”.

Dov’è l’entusiasmo di iniziare?

Sono una donna che come molte, vive l’inquietudine di questi tempi e di quest’età.
Tra breve sarò una laureata e sono consapevole che per iniziare a guadagnare dovrò necessariamente entrare nella “tana del lupo”.
Nelle offerte di lavoro che sbircio quotidianamente vi assicuro che non c’è proprio nulla che stuzzichi in me il desiderio di iniziare con entusiasmo a far parte di “quel” mondo del lavoro.
Il mio unico desiderio è stato sin da bambina quello di trovare il mio “posto” in una realtà che si occupasse di solidarietà, umanità, onestà e con tutti quei requisiti che appartengono proprio al mondo del lavoro sociale.

Un lavoro onesto

Non so fino in fondo se l’onestà ne faccia parte, non me ne vogliate, (e credo che capiate cosa intendo) ma è sempre un mondo fatto di uomini.
Per questi motivi ho sempre cercato qualcosa che mi facesse sentire bene, ho fatto parte del Movimento Umanitario, Amnesty international, A.i.b, per brevi periodi e ho partecipato ad un campo di lavoro Emmaus per un periodo estivo.

Tutte cose che mi hanno arricchito anche se ho dovuto combattere molto con il mio spirito critico che a volte ha visto nelle persone qualcosa di “non chiaro” nelle loro missioni. Non so dirvi se ho ragione o torto,sicuramente col tempo lo capirò. 

Il lavoro nel sociale

L’aiuto o il consiglio che vorrei ricevere è questo: Voglio lavorare nel sociale ma dalle richieste che leggo non ho i requisiti per occupare certe posizioni che mi piacerebbero.
Come quella delle Risorse umane; mi ritengo capace di coordinare, gestire, organizzare , sento di avere questo spirito, mi piacerebbe ma non ho molta esperienza.

Sono interessata allo Stage di assistenza alla Direzione delle ONG ma mi laureo a Maggio e non posso iniziare a Marzo. Mi piacerebbe poter dare il mio contributo da un punto di vista sociologico ma non sono una sociologa, potrei definirmi una “pensatrice”.

Gli altri profili sono tutti professionali e non ho competenze. Non potrei essere utile nemmeno in quel volontariato che richiede, medici, ingegneri, psicologi ecc.
Conosco l’inglese e lo spagnolo ma in maniera discreta, scolastica. Mi rendo conto che mi si potrebbe rispondere : “che ci hai scritto a fare”?

Da che parte iniziare?

Si dedurrebbe dal mio profilo come mi  ma in fondo credo che lo spirito umanitario e l’aiuto psicologico insieme, consistano proprio in questo, nel cercare di “sbloccare” innanzitutto quell’assopimento del desiderio che continua comunque a scalciare dentro di me, e in secondo luogo ad avere dei suggerimenti pratici, su cosa devo fare per intraprendere questo percorso.

Stage, tirocini, master, e dove, con chi?
Non ho risorse economiche per investire in quei master dai ….mila euro per poi non sapere se lavorerò, avrei bisogno io di retribuzioni.
Voglio mettermi in gioco, voglio raggiungere quest’obiettivo più di qualunque altra cosa perchè la mia vita è una solamente.

Il “diritto” alla felicità universalmente concesso agli uomini parecchio tempo fa, oggi si è trasformato in “dovere” e diventa un peso che non ci fa vedere più orizzonti.
Benchè la vita vado in questo senso, io non voglio seguire questa corrente. Mi scuso nel caso avessi rubato tempo prezioso al vostro lavoro.

Cordiali Saluti,

Valeria


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